Torno su un argomento che mi interessa molto, l’attuale struttura di produzione e vendita della merce. Mentre nello scorso post, la storia delle cose, il video che avevo pubblicato rivolgeva lo sguardo all’attuale sistema lineare di produzione consumo e distruzione della merce (e delle persone: “produci, consuma, crepa”), questo video si focalizza su uno degli attori di questo sistema, le corporazioni.
Le corporazioni non sono altro che le nostre società di capitali. Di fronte alla legge esse sono persone giuridiche, ed in america questo le eguaglia alle persone fisiche.
Il documentario analizza il comportamento di queste “persone”, mettendo in mostra come il loro comportamento rientri tra la descrizione dell’OMS di una persona affetta da schizzofrenia.
Tutti questi punti sono raccontati e dimostrati da innumerevoli esempi noti e dalla semplice descrizione di quelli che normalmente consideriamo normalissimi e comuni aspetti della vita e del comportamento di un azienda.
Il documentario continua poi ad analizzare altri aspetti ed altri esempi delle corporazioni, ma io sinceramente non sono riuscito a seguirlo di fila e piuttosto che guardarlo passivamente senza coglierne il significato ho preferito interromperlo.
Purtroppo questa volta il video è presente su youtube in versione completa solo in inglese, ma “altrove” è presente anche in Italiano.
Ultimamente stò aggiornando poco questo blog, per svariati motivi. Tra questi sicuramente il fatto che sono in vacanza ed ho spento il cervello da parecchio tempo, oppure che la mia connessione internet cade con una costanza ed una rapidità tale da farmi perdere la pazienza. E chi mi conosce sà che ce ne vuole.
Un ulteriore motivo è che tophost, il provider su cui questo sito è ospitato, ha un noiosissimo limite alla memoria che php può allocare per eseguire gli script di cui questo sito è composto, che mi impediva di accedere alla sezione di amministrazione del sito. Molto poco pratico con un CMS…
La mia soluzione è stata quella, estremamente brutale ed altrettanto efficace, di eliminare ricorsivamente a ritroso tutti gli script che tentassero di allocare troppa memoria, fino a scoprire il nome del plugin problematico.
Una volta riottenuto l’accesso alla dashboard ho cercato soluzioni un pò più stabili per questo problema. Dopo un pò di ricerche mi sono imbattuto su un altro blog wordpress, duechiacchiere.it, dove in questo post spiega come ha affrontato i miei stessi problemi.
Tra i commenti la soluzione, inserire all’inizio del file di configurazione /wp-config.php il parametro
Torno ad aggiornare il blog dopo un bel pò di tempo in cui tra esami e problemi di salute ho tenuto la testa altrove, e torno con un altro video estremamente interessante e su cui trovo sia doveroso riflettere.
The Story of Stuff di Annie Leonard è un documentario che ci spiega come il tradizionale modo di descrivere il ciclo produttivo sia disseminato di pericoli per l’ambiente e per l’umanità, e di come la velocità e la quantità di cose consumate sia scientificamente al di sopra del nostro reale bisogno. Un lavoro molto ben documentato sul sito www.thestoryofstuff.com che si è già trasformato in un blog e stia per diventare un libro.
Vi traduco il “fact sheet”, che è un pò la sintesi dei dati presenti nel video.
• Negli ultimi tre decenni, un terzo delle risorse naturali base del pianeta sono state consumate.
• Negli Stati Uniti, vi sono rimaste meno del 4% delle foreste originarie.
• Il quaranta per cento dei corsi d’acqua negli Stati Uniti sono diventati non potabili. Read the rest of this entry »
Il video è realizzato molto bene, ed rende bene il bluff dietro il rating AAA della trance good dei CDO dei mutui subprime.
Il tecnico mi fà inoltre sapere che questo video è stato anche proiettato al festival dell’economia di Trento. Ma che ci facevi ancora non ce l’hai detto. XD
Questo è uno di quei momenti in cui la fotografia si sposa bene con l’advertising.
Il progetto si chiama Global Coalition for Peace, ed è costituito da quattro tipologie di manifesti abilmente studiati per dare un semplice e diretto messaggio “ogni guerra è sbagliata, fermiamo la guerra”.
E’ stato realizzato dalla BIG ANT INTERNATIONAL (bigantinternational.com/) questo lavoro che ha vinto il premio “Penna d’Oro” al “One Show Design Awards” (www.oneclub.org/os/).
Un modo molto semplice ma efficace di parlare di guerra e di chiedere STOP.
Un post dedicato a chi dice e pensa che l’emergenza rifiuti a Napoli sia risolta, per cercare, inutilimente lo sò, di farvi capire che ciò che vi dicono non è necessariamente vero solo perchè i telegiornali ve l’hanno propinato.
Il video è tratto dal sito La terra dei fuochi, che è attivo dall’esplosione del problema rifiuti a testimoniare ciò che le televisioni non vi faranno sapere.
Che il problema c’è ancora, è sistemico e non si risolverà con un colpo di bacchetta magica.
Non voglio essere disfattista, spesso sento che molti lo pensano su chiunque tenti di farvi notare che le cose stanno in maniera diversa da come ve la dipingono, ma questo significa essere realisti. Bisogna innanzitutto essere consapevoli della realtà per poter fare delle scelte consapevoli, qualunque esse siano. Io cerco di fare la mia parte.
Oggi il mio mousepad ha deciso di darmi un dispiacere, rifiutandosi di rilasciare il tasto sinistro. Ogni tentativo di recuperare la corretta funzionalità ha dato esito negativo, quindi ho deciso di tentare di aggirare il problema rimappando il mouse, visto che il mousepad del mio acer 5633WMLI ha quattro tasti centrali al posto della rotella.
Ho però scoperto che a differenza della tastiera non c’è un programma grafico per modificare la mappatura della tastiera, quindi dopo una veloce ricerca ho trovato il comando che faceva al caso mio.
xmodmap
La sintassi per utilizzare questo comando per il nostro scopo è
xmodmap -e "pointer = configurazione"
dove per pointer intendiamo il device da rimappare.
A questo punto manca solo la configurazione nuova. Al fine di scoprire qual è il numero assegnato ad ogni tasto apriamo xev e facciamo dei click all’interno del quadrato che viene mostrato.
xev
L’output sarà qualcosa del genere:
ButtonPress event, serial 32, synthetic NO, window 0xca00001,
root 0x1a7, subw 0x0, time 154239968, (83,169), root:(89,219),
state 0x0, button 1, same_screen YES Read the rest of this entry »
Ho appena finito di vedere il video di presentazione di google wave e penso che possa realmente essere un prodotto caratteristico del futuro. E’ semplice, intuitivo ma soprattutto estremamente potente, versato, integrato ed integrabile.
Ma in pratica che cos’è? Per i creatori, gli stessi ingegneri che qualche anno fà rilasciarono google maps, è l’e-mail se fosse stata inventata oggi. Per me la definizione calza a pennello, anche se in effetti è forse un pò riduttiva.
Wave permette di avviare delle “onde” tra due o più persone, che possono rispondere a tutta la mail nella sua interezza o ad alcuni punti in particolare all’interno del primo messaggio. E mentre si stà rispondendo è possibile vedere non solo che le altre persone stanno rispondendo, in stile chat, ma anche cosa stanno scrivendo! Istantaneamente! Read the rest of this entry »
Ultimamente ho avuto problemi prolungati con il miohard disk esterno, su cui ho salvato tra le altre cose tutta la mia collezione musicale. Mi sono quindi senza quasi nulla da ascoltare a casa ed in attesa di trovare tra i miei amici qualcuno che avesse spazio per un backup ed ho rivolto lo sguardo nella rete.
Da tempo sono iscritto ad un social network musicale molto famoso, last.fm che ho utilizzato con successo per tenere traccia dei miei artisti preferiti, scoprirne di nuovi affini ai miei gusti e trovare eventi nelle vicinanze, anche se questa funzione lascia decisamente a desiderare.
Ho (ri)scoperto in questo periodo di crisi che il social network dà anche la possibilità di ascoltare la musica che fà parte della propria libreria, ovvero che si è già ascoltato in precedenza. Solo che non ti lascia la possibilità di decidere cosa ascoltare, la musica viene mandata in modalità random, con la sola libertà di andare alla traccia successiva. Read the rest of this entry »
Ieri sera ho spento il computer con l’intenzione di scrivere un post a riguardo della tratta ferroviaria Firenza- Faenza (nota come Faentina). Per un tratto ho cercato di studiare un pò, quando poi mi sono stufato ho preso il mio fido laptop e mi sono ritrovato di fronte ad un problema. Non mi ricordavo la password per l’installazione locale di wordpress!
Non che servisse wordpress per scrivere un post, basta un blocco note, volendo anche carta e penna andrebbero bene se non mi trovassi su questa linea ferroviaria ma la mia maledetta testardagine su queste cose ha avuto la meglio. Le cose, almeno sul mio pc, devono funzionare come dico io!
Una volta che il mio computer è tornato all’ordine naturale delle cose, posso decidare un pò di tempo anche allo scopo originaio di tutto ciò, ovvero la descrizione di quel passaggio ferroviario tra le montagne toscane ed emiliane che è la Faentina. Una tratta scomoda, lontana dalla concezione dell’alta velocità che sta sempre di più prendendo piede nel trasporto ferroviario, ma con un fascino incredibile capace di risvegliare in molti una nostalgia per un modo diverso di spostarsi.
Il percorso è senza linea elettrica ed i due treni che lo percorrono, il minuetto ed il vecchio littorio, sono a diesel e passano tra strette gallerie e valli colorate di verde dalla primavera. Quasi surreali poi le stazioni, su binario singolo e senza schermi, che pur essendo visibilmente vecchie sono mantenute con cura dalle ferrovie locali. La parte migliore è comunque la natura che si può ammirare durante il viaggio, soprattutto se si ha la “sfortuna” di prendere il littorio che è decisamente più scomodo e rumoroso del minuetto, ma anche molto più treno.